Le mie riflessioni sui cinque Autori finalisti del Sirmione 2015, sez. Narrativa

11224482_10207564211254601_5218571051123619193_nTanta qualità al Camuni Graffiti, la sezione di Narrativa del Sirmione Lugana che quest’anno è alla sua sesta edizione

Ecco le mie riflessioni sui testi che tra tante belle opere si sono classificati nelle prime cinque posizioni:

 

 

 

 

 

Primo classificato
Il matematico che sfidò Roma-Il romanzo di Archimede
di Francesco Grasso
0111 Edizioni

Il romanzo storico ripercorre gli ultimi quindici anni della vita di Archimede dal 227 a.C. (anno in cui Dinostrato viene venduto come schiavo alla famiglia dello scienziato) al 212 a.C. che segnerà la sua uccisione e la conquista da parte dei Romani di Siracusa, durante la seconda guerra punica.
Proprio con la cattura di Dinostrato, inizia la narrazione di quegli anni, che il servo fa in prima persona usando due strutture temporali diverse: quella che parte appunto dal suo ingresso in casa del matematico e che lo vede crescere sempre più nelle mansioni e nella considerazione del Maestro, e la sequela di avvenimenti dell’assedio di Siracusa.
L’opera è di indubbio valore. Riesce a contestualizzare una storia avvincente nel periodo di pertinenza con un linguaggio consono a quei tempi. L’ambientazione è accurata e coerente e fa intravedere il sicuro e grande lavoro di ricerca storica.
Inoltre, essendo la vita di Archimede per la gran parte sconosciuta, ci sono infatti pervenuti solo pochi aneddoti, tra l’altro non certi, sulla sua vita privata, il romanzo riesce a caratterizzare la figura del grande studioso in modo davvero interessante, cogliendo i tratti più comuni nell’immaginario collettivo.
Si può affermare che accanto alla ricostruzione fedele dei luoghi e degli ambienti dell’epoca, con l’utilizzo di termini, la descrizione di oggetti e di usanze di quel tempo, c’è un pregevole lavoro creativo che ci dona una storia verosimile, avvincente e ben strutturata.

 

Secondo classificato
Come Raccontare la MAGIA delle PAROLE
di Carmen De Stasio
Edizioni Arianna

Una raccolta di racconti che si dipana con l’utilizzo e la disposizione di pensieri e parole, che ne sono i gesti, in una musicalità mai fine a se stessa. L’opera rappresenta un approccio innovativo e davvero interessante alla narrativa, valorizzando la coniugazione perpetua tra pensieri e fatti, che solitamente accompagnano una storia, attraverso la manipolazione, mai strumentale, della parola come sorgente di comunicazione, ma anche come genuina estroversione dell’anima.
Il concetto bergsoniano del tempo e la pratica narrativa di Virginia Wolf, ovvero la asincronia del tempo emotivo rispetto a quello cronologico (Kairos e Kronos), le diverse dilatazioni temporali che sono dettate dalla percezione dello stato emotivo e dalle suggestioni che lo animano, sono una caratteristica pregnante nei vari racconti che compongono il testo.
C’è, inoltre, una sorta di area trasversale, che impregna tutti i racconti/favole: la congiunzione diretta tra realtà e immaginazione, in un’osmosi continua, ove ognuna serve all’altra per conoscere, comprendere e vivere. E proprio il periodo dell’infanzia, fase della vita dove tutte le variabili -allo stato potenziale- dell’individuo sembrano disporsi nel corredo soggettivo per divenire l’ossatura della sua esistenza, sembra il più fecondo per attivare questo connubio.
L’originalità dell’opera risiede anche e soprattutto nella grande capacità dell’A. di comporre le storie con una scrittura, a tratti evocativa, a tratti intuitiva, che dissemina parole come in un puzzle senza un ordine apparente. In questa mappa di pensieri, riflessioni e suggestioni l’A. innesta la trama del fatto o dell’evento che intende narrare. Il lettore è chiamato a individuare i pezzi salienti da mettere assieme, poi, composta la storia, si accorge che tutti gli altri pezzi non avevano una funzione di contorno, ma ognuno era chiaro supporto per la comprensione del tutto.
Una lettura non sempre facile, che richiede impegno e sprona all’interattività di chi legge con l’autrice. Quale maggiore stimolo per il pubblico in un momento di crisi come quello che sembra segnare l’editoria in questo inizio del terzo millennio?

Terzo Classificato
L’amore conta
di Carmen Laterza
Auto pubblicazione

Siamo dinanzi a un’opera prima, almeno come romanzo, avendo l’A. scritto in precedenza un saggio. Il romanzo usa un linguaggio semplice, ma mai banale, moderno e fluido, tratta di una storia di coppia immersa nella quotidianità e man mano da essa sopraffatta. L’A. affronta un tema tra i più classici con maestria, sviluppando la trama tra due livelli temporali, il presente e lo sviluppo precedente della relazione, alternandoli a ogni capitolo, miscelando con sapiente dosaggio le ragioni che porteranno alle varie tappe di sviluppo della storia.
Un tema attuale, che si serve di strumenti attuali, come l’utilizzo dei social network da parte della protagonista per tentare la via di fuga da una normalità che sembra asfissiarla.
La crisi del matrimonio, la mancanza di valori che oggi attanagliano le ultime generazioni, i fantasmi di rapporti sempre più complessi tra genitori e figli che oggi esplodono nella nebbia di ruoli ormai sempre più vaghi e sempre più travisati dai loro interpreti, sono le ragioni che stanno alla base di questa storia che attrae il lettore, coinvolgendolo con la sua disarmante aderenza alle cose quotidiane.
Non mancano i colpi di scena, innestati nei tempi giusti, e che riescono a motivare gli accadimenti già narrati e a catturare l’attenzione del lettore nel prosieguo.
Scrittura intrigante, confidenziale.

 

Quarto classificato
Prelude
di Lea Valti
Armando Curcio Editore

Siamo dinanzi a un’opera prima, è questo infatti il primo romanzo di Lea Valti. L’esordio è di sicuro valore.
Il romanzo tratta della storia di un vampiro, o meglio, del percorso di autocoscienza da parte del protagonista. È ambientato alla fine del 1800 in Scozia, dunque rispetta il cliché più classico di questo genere letterario. E, devo dire, che lo stile rispecchia pienamente i tempi e i luoghi di ambientazione.
Ma l’opera ha uno spessore che esubera lo standard di questo tipo di narrativa.
Il flusso narrativo ha un andamento equilibrato e procede con regolarità, la scrittura è ricca e armonica, si concede descrizioni e suggestioni che attraggono il lettore. Non si serve di scene di orrore o di violenza, non instilla la paura con artifizi o immagini orripilanti. Il romanzo segue il percorso di crescita del protagonista e di auto consapevolezza del male che è dentro di lui. Il vampiro è la malattia, la devianza, la patologia che ognuno di noi potrebbe scoprire di avere in sé, ponendolo dinanzi al dramma dell’accettazione.
L’aspetto che mi piace cogliere dei molteplici messaggi che il romanzo ci regala è quello relativo al fattore umano: l’umanità nella storia non cede mai il passo al male, alla bestialità. Resta sempre anche negli anfratti più bui per dettare la scelta che possa arrecare meno dolore.
La dolcezza che invade tutta la trama, il sottile e arguto lavoro psicologico che vi è alla base, la ricerca, negli archetipi di questo genere letterario, di un approccio meno spettacolare e più intimista, ne fanno un romanzo di sicuro interesse.

Quinto classificato
Santa o prostituta
di Angelo Vaccari
Cicorivolta Edizioni

Il romanzo storico parla di Matilde di Canossa e delle vicende che girano intorno alla guerra tra Gregorio VII ed Enrico IV per il potere temporale e l’autonomia della Chiesa, siamo nella seconda metà dell’XI secolo. Nello scontro tra il Papato e l’Imperatore, la nobildonna si schiera a favore del Papa, nel suo castello avverrà la famosa Umiliazione di Canossa.
L’opera si muove romanzando alcuni avvenimenti nel rispetto dei fatti storici più salienti, costruendo con brio e ricchezza di dettagli una storia piacevole e intrigante.
Come ogni romanzo storico ha il duplice obiettivo di intrattenere il lettore ma anche di renderlo edotto di fatti e sviluppi storici che molto spesso sono sconosciuti o vengono dimenticati.
L’intreccio tipico del romanzo d’avventura, la molteplicità dei personaggi, la varietà scenografica rendono accattivante la storia e fanno da vettore per l’attenzione del lettore.