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LA RESISTENZA STILISTICA DI CIRO PINTO

Senza dolore. Chi non vorrebbe vivere senza dolore?  Era anche la speranza di Isa Lodi, già staffetta partigiana ai tempi della Resistenza sull’Appennino Tosco-Emiliano. 

Isa viene trovata morta in un giorno di novembre del 1948 nel suo appartamento, uccisa con un giubbotto celeste stretto al collo. La stoffa del giubbotto che ha armato la mano dell’assassino è stata ricavata da un paracadute. A farne la scoperta è il fidanzato Ludovico Colzi, il tenente che si faceva chiamare Mosca. 

Ecco allora entrare in scena gli uomini del Commissariato del Naviglio Grande. In un susseguirsi di storie del passato intrecciate col presente poliziotti e partigiani indagano sulla morte di Isa. Lo stile intrecciato, se cosi si può definire, Ciro Pinto lo ha già magistralmente utilizzato anche nella Casa di Posillipo in cui passato e presente si sovrappongono fino a fondersi insieme. 

In Senza dolore pare che l’autore abbia vissuto in prima persona il passato che narra e con il suo accattivante stile narrativo trasporta il lettore all’indietro e si ha la netta sensazione di far parte di quel passato come se fosse oggi.  Anche in questo libro Ciro Pinto conferma l’abilità di autore che sa come tenere incollato il suo lettore fino alla fine delle pagine con quella bramosia di “sapere come va a finire”. 

Che dire Ciro circa l’auspicio della dedica? Colpita e affondata! Davvero un libro emozionante. Grazie per come scrivi.

TRAMA

Vivere senza dolore, era questa la speranza di Isa Lodi, una giovane donna che era stata staffetta partigiana sull’Appennino Tosco-Emiliano durante la Resistenza. Ma un giorno di novembre del 1948 viene uccisa nel suo appartamento sui Navigli, strangolata con un giubbotto celeste ricavato dalla stoffa di un paracadute. A trovarla senza vita è il suo convivente, Ludovico Colzi, il tenente che sui monti si faceva chiamare Mosca. Qual è il mistero che si cela dietro questo crimine che sembra venire dagli anni della guerra? Parte così l’indagine degli uomini del Commissariato del Naviglio Grande, andando a ritroso nel tempo. Si scava nelle vicende della squadra del Mosca e negli strani incidenti accaduti. Ex partigiani e poliziotti alla ricerca del colpevole, inseguendo ricordi del passato e uomini che sembrano fantasmi

https://www.labottegadelgiallo.com/recensione/senza-dolore/

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