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Ciro Pinto e la sua Ivana sbarcano a Firenze

Pubblicato da EdizioniDrawUp il 7 novembre 2012

Firenze pres Ivana14 novembre 2012.
Il prestigioso ristorante fiorentino “I 4 amici” ospita Ciro Pinto e il suo romanzo Il problema di Ivana

Ciro Pinto ci racconta, a suo modo, quest’intensa esperienza.

Firenze, 14 novembre 2012.
Ore 17,30…
Ieri ha piovuto tutto il giorno e il cielo la mandava giù che era una bellezza. Invece stamani la città s’è svegliata sotto un cielo luminoso, spazzato da un vento fresco, è stato un bene, con l’Arno c’è sempre da stare attenti. Io ho tenuto gli occhi fissi sul computer a fare e disfare tabelle excel, slide power point e non so più cos’altro. Ora però scappo, dopo una giornata così e il vento che comincia a soffiare di tramontana, meglio andar via subito, stasera l’azienda non mi avrà per lo straordinario. Mi viene in mente mentre sto infilando il giubbotto, quasi mi viene un colpo:
“Ciro, devo andare alla presentazione del suo libro e c’è anche Carlo che lo accompagna. Bella roba, è come stare in ufficio! Però beati loro, hanno smesso di tribolare, se la spassano in pensione e poi sono andati presto, troppo presto secondo me, e hanno fregato pure la Fornero, cavolo mi viene da rosicare. Oh Dio, stasera me ne andrei a casa, non ho voglia di sentire fregnacce, e poi chi ha il tempo di leggere un libro, mica sono in pensione io! E poi chissà che robe che ha scritto, mah, uno prende e s’improvvisa scrittore, che tempi oggi, ragazzi. Beh, però Ciro ci rimarrà male, in fondo abbiamo lavorato assieme tanti anni e anche qui a Firenze eravamo allo stesso piano, come faccio a non andarci, mi sa che mi tocca…”

Ore 20,00…
Il vento rinforza e se cala quei nuvoloni non sono di buon auspicio, si son fatte le otto di sera.
“Sì, il libro l’ho comprato, m’è parso brutto non farlo e comunque non dovrà essere male. Chissà se parla di qualche fatto che abbiamo vissuto insieme in ufficio, ma no!  È ambientato tra Milano e Cetona e poi parla di questa Ivana, dei giovani, della crisi, di streghe, ma che sarà mai, boh! Lo leggerò… Alla fine son contento di essere venuto, caspita, tanti anni a lavorare insieme, e poi è stata una bella presentazione, tutta l’analisi psicologica dei personaggi, e c’era molta gente. Beato lui, l’ho trovato bene, niente viaggi di lavoro, stress, decisioni da prendere, solo creatività, fantasia e scrittura. Quello, in pratica, appena andato in pensione s’è messo a fare quello che gli piace e s’è messo pure a pubblicare e va anche in giro a presentare… E Carlo che gli ha fatto quella bella presentazione, oh, che avesse scritto davvero un libro importante? Lo leggerò… e poi non voglio rosicare, son contento va, buon per lui, e speriamo che abbia successo! Però, chi l’avrebbe detto che Ciro si metteva a fare lo scrittore, dice che prima non aveva tempo, chissà… come se i dirigenti lavorassero! Però se il suo libro non mi piace glielo dico, stavolta sono io che gli faccio la valutazione, ora mi vendico, vedrai… ma no, qualunque cosa abbia scritto, è bello no? Iniziare una cosa nuova alla soglia dei sessant’anni. Ragazzi che stanchezza, non vedo l’ora d’arrivare a casa: cena, un po’ di tele e a nanna… e il libro? Mah, lo inizierò nel week end, anzi lo rifilo a mia moglie, che a lei piacciono ‘ste fregnacce…”

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