L’uomo che correva vicino al mare, recensione di Antonella Rossi

1480537_488220514628780_319199336_nLa recensione di Antonella Rossi, poetessa, autrice di testi didattici, insegnante.

Ciro Pinto, uno scrittore a tutto tondo.

Già ho avuto modo di constatarne le qualità e l’inconfondibile stile, attraverso la lettura delle sue numerose poesie e del precedente libro: “Il problema di Ivana”.

Con: “L’uomo che correva vicino al mare” questo autore ha superato ogni mia aspettativa.

Il libro descrive con grande sensibilità e abilità empatica ogni sfumatura legata a qualsiasi percorso di vita, processi con i quali inevitabilmente ognuno ha dovuto, deve, o dovrà, fare i conti: nascita, crescita, attaccamento, abbandono, distacco, paura, dolore, malattia, l’imponderabile e la morte.

Il libro, ben strutturato e dalla scrittura scorrevole, richiama a profonde riflessioni stimolando a tratti anche emozioni forti.

Stupisce come l’autore sia riuscito a descrivere tanto fedelmente una sorta di “collegamento cosmico” tra luoghi, persone, eventi, vissuti diversi eppure tanto affini, che si ripetono come in un passaggio di testimone.

Tornano luoghi, circostanze, caratteristiche e abilità personali che incredibilmente, alla fine, chiudono il cerchio, lasciando uno spiraglio di luce e di speranza.