La mia recensione di Selvaggia, di Giovanni Garufi Bozza

selvaggiaLa maschera

I Giovani. Il loro mondo, i loro problemi, la loro vita e le loro sofferenze.

La fuga. I problemi a volte sono troppo grandi da affrontare, o a volte le regole, gli schemi sono tali che non si riesce a condividerli. Come fuggire?

La psiche. Quale pozzo profondo di verità, quale universo così vasto e imprescrutabile. Niente può eguagliarla!

Questi i tre grandi filoni che costituiscono la struttura del bel romanzo “Selvaggia, i chiaroscuri di personalità” di Giovanni Garufi Bozza, giovane talento alla sua prima opera edita.

Un esordio di spessore per i temi trattati, per la struttura della storia e anche per l’impegno narrativo, trecentodieci pagine ben scritte e che conducono il lettore nei meandri della vicenda senza stancarlo.

C’è la vita quotidiana di giovanissimi alle prese con la loro personalità, ancora tutta in fieri, con il loro futuro, tutto da costruire, con le malinconie da domenica pomeriggio, le paure o l’entusiasmo di affrontare la nuova settimana, che li attende come tutta la loro vita.

C’è il mondo che li circonda, osservato sempre e comunque, quasi qualche volta in forma didascalica, e forse è questo che rende l’opera di Giovanni un’opera trasparente, specchio sincero dell’anima giovane dell’autore, della sua curiosità, della sua ricerca affannosa ed entusiastica delle risposte ai mille perché.

E infine c’è la maschera! Il fulcro centrale del libro, la parte più affascinante del racconto.

Sdoppiarsi, mascherarsi per difendersi dal dolore, per sfuggire alle regole o alle responsabilità, per sentirsi diversi da sé, per continuare nel sogno della fanciullezza.

L’idea di avere una maschera addosso……lo stimolava ancora di più. Era come avere una barriera protettiva intorno a lui: nessuno lo avrebbe mai riconosciuto conciato a quel modo e perciò poteva permettersi ogni cosa quella sera, alla faccia di ogni tabù!

Da adulti spesso si indossano maschere per compiacere gli altri, per difendersi, per attaccare. Ma la maschera che indossa un giovane è solo l’estremo tentativo di sfuggire a un vortice che incomincia a risucchiarlo inesorabilmente verso la vita adulta, verso la maturità, dove i problemi occorre risolverli, le responsabilità assumerle e  le sofferenze affrontarle.

La maschera di Selvaggia è forse la voglia di negare, di sfuggire ma è anche la soluzione creativa e fantastica del suo problema, qualcosa che risiede nella sua psiche, che ne sa molto più della sua ragione. Conflitto ormai secolare che ha riempito tomi e tomi di illustri pareri.

Giovanni Garufi Bozza ci intrattiene con lo stile e i dialoghi dei giovani, con la loro allegria, la malinconia che a volte li assale, la spiritualità che spesso li caratterizza, ma ci prende per mano e pian piano ci porta a spasso nei meandri dell’inconscio.

Un libro che giovani e adulti dovrebbero leggere per capire meglio se stessi.

 

Ciro Pinto