La mia recensione di Penne d’aquila di Susanna Polimanti

Penne d'aquilaUna vita tra scelte e rinunce

Virginia, costretta e felice nelle sue gabbie. A volte sembra proprio un’aquila, come lei vola alta tra dirupi e picchi impervi, volteggiando e dominando l’orizzonte; altre volte si rinchiude nei suoi castelli, tra mura alte, fatte di ricordi evocati come panacea alla sua struggente solitudine, e allora sogna ben protetta nell’ennesima cella, limitandosi a lanciare penne leggere che possano violare quelle sbarre che la imprigionano.

Penne d’Aquila è un romanzo di formazione con uno stile a metà tra il diario e l’epistolario. È la storia di una donna, è scritto da una donna, e racconta tutto il mondo che può riguardare una donna.
Quando leggi Susanna Polimanti hai sempre la percezione di entrare nel suo mondo, e ti senti lusingato.
Non so quanto ci sia della vita dell’Autrice nella storia, ma non importa. La trama avanza in terza persona, ed è giusto: la vita di Virginia potrebbe essere la vita di tante, tante donne.

Una giovane che si prepara ad affrontare la vita, il lavoro, l’amore, con tutte le certezze che le provengono dalla saldezza degli affetti familiari, dall’amore che la circonda, e davanti l’ignoto elettrizzante e inquietante di un futuro tutto da costruire.
Una donna che pone al centro della sua esistenza l’amore, eppure non riesce mai a viverlo nella piena condivisione. Una serie di scelte diventano rinunce… Senti tra le righe il rumore assordante di lame che s’incrociano, si sfregano, si spezzano: la lotta interiore della protagonista, in perenne conflitto tra regole e libertà.
Virginia agogna la ribellione eppure si costringe alla più saggia prudenza; relega il suo istinto nel ricordo delle marachelle infantili, uniche vestigia vere del suo spirito ribelle. Alla fine sublima il suo desiderio di vivere senza le continue censure mentali, che ella stessa si pone, negli svenimenti adolescenziali: una forma di abbandono percettivo dove ritrova la sua più intima essenza.
La donna che sboccerà dalla giovane Virginia è una donna attenta, capace, piena di risorse e bastante a se stessa. Troverà nel lavoro e nella sua autonomia tutte le gratificazioni attese e senz’altro meritate.
Una donna che ha vissuto l’amore: quello vero, ma mai trattenuto; quello passionale, sensuale dal quale ha tratto forse l’unico appagamento incondizionato eppure ci ha rinunciato in virtù delle sue gabbie morali.
La conclusione ha due riflessi limpidi: il valore dell’amore nella sua infinita possibilità di essere donato al di là del riceverlo. E la possibilità che oltre il libero arbitrio di ogni essere umano ci sia una guida ben superiore a cui affidarsi. Con queste riflessioni Virginia si appresta a vivere la sua età matura.

È sempre affascinante ripercorrere vicende passate, ritrovare piccoli accadimenti dell’infanzia. Riadagiarsi nei caldi alveoli familiari, davanti a orizzonti vasti ma conosciuti, rassicuranti. Come sicuramente è coinvolgente affrontare le mille avventure di una vita.
Il plot di Penne d’aquila avanza tra cronistorie del contingente e immersioni improvvise nel passato, ricordato e rivissuto quasi come un espediente didattico. Si addentra in dettagli quotidiani concernenti faccende concrete che servono a strutturare la storia reale e poi s’innalza in voli la cui essenza concerne l’infinito e struggente bisogno di amore che caratterizza l’esistenza della protagonista.
Lo stile è quello a cui ci ha abituato l’A. Una scrittura pulita, precisa, che anche quando s’innalza verso punte di liricità non ama indulgere in risvolti retorici. Sì, uno stile che ricorda tante delle nostre cattedrali gotiche, le cui facciate quasi sempre hanno dei dettagli architettonici di stile barocco che ravvivano improvvisamente la vista.
Rimane il dilemma dell’interpretazione della chiosa che chiude il romanzo: le riflessioni finali della protagonista sulla vera essenza dell’amore, l’unica capace di renderlo appagante, e l’intima consapevolezza della fede sono un trionfo o una sconfitta?
Sta al lettore, unico vero interprete di ogni libro, a stilare la risposta.