La mia recensione di Ossigeno e pensieri, di Sebastiano Impalà

StampaMi sono approcciato alle poesie di Sebastiano con grande attenzione.

Avevo già letto alcuni suoi scritti poetici e non (aforismi) in Facebook e ho avuto modo di condividere con lui la bellissima esperienza di reading poetico a Villa Pamphilj, Roma.

Avevo già scoperto quanto lui fosse legato alle sue radici, che risiedono nella splendida terra di Sicilia e, più in generale, quanto lui sentisse dentro di sé il peso della storia della sua terra e dell’umanità in generale.

Ho saltato la prefazione di Elisabetta Bagli per arrivare ai versi con l’animo sprovveduto e la mente vergine.

La prefazione di Elisabetta è bellissima ed esaustiva, l’ho letta dopo, ovviamente, e ci ho ritrovato tutte le suggestioni che la lettura dei versi di Sebastiano mi aveva donato.

Già la prima poesia ti mette subito di fronte a una lirica complessa, impegnativa, fatta di dolore e di semplicità… La donna contadina con la gonna strappata, il vento che non le dà pace e i figli lontani… è lei, è la sua Sicilia, che spesso l’A. assimila a una donna e allora scopri che la lontananza da quell’isola magica, che evidentemente coniuga la sua vita, lo sospinge con il ricordo sempre su quei dolci lidi, mai dimenticati.

Come la storia che ha intriso la sua terra, i greci trafitti e il cuore normanno. La biologia dei versi del poeta diventa genetica. Senti nell’incedere dei suoi sentimenti, nelle descrizioni dei suoi amplessi amorosi, il rumore di antiche gesta, epiche e a volte vili. Come se lo scorno di aver subito tanti predomini di genti straniere, che sempre e ancora avvilisce noi uomini del sud, si perpetuasse e scontasse una sorta di espiazione.

L’amore a volte dolcissimo: Assaporo il tuo collo/dentro case di miele/come un’ape impazzita, in Beloved Lory, non perde mai l’asprezza della solitudine, il languore della nostalgia: Ti amo/nelle lettere trascritte/e mai spedite…/sopra i muri delle case/mai vissute, in Per te.

C’è tanto lavoro e tanta passione nei versi di Sebastiano, La poesia è… una canottiera sudata è uno dei versi che più mi ha colpito. C’è la gioia di donarsi con tutte le sue pulsioni, il bagaglio della sua vita, senza calcoli, ma con lo stesso animo di un fanciullo che scrive il futuro su un foglio a quadretti. E infine c’è il coraggio di guardare negli occhi la sua musa ispiratrice, occhi profondi come un tunnel

Una lettura che dona immagini, stimola riflessioni e soprattutto muove i sentimenti.

Ciro Pinto