La mia recensione di Amare è la cosa che mi viene meglio, di Giovanna Garza

amare-è-la-cosa-che-mi-viene-meglioTi amo/ come in inverno/ il vento di scirocco/ come l’esplosione di fiori/ sui nudi rami di magnolie/ come nella spaccatura della terra/ fa capolino un germoglio/…

In questi versi  della poesia Ti amo così, compresa nella silloge di Giovanna Garza, è racchiusa tutta la sua lirica, delicata, struggente, a volte dura, sempre sofferta e carica di energia e di speranza e a volte di dolore sordo e muto, ma mai disperato.

I versi di Giovanna commuovono e danno speranza, rappresentano il dramma della vita, senza rabbia né esasperazioni, ma col tocco delicato e forte che le donne possiedono, vere custodi della forza dell’umanità.

Puoi cogliere dietro tante poesie l’amore per il padre, il dolore per la sua perdita, ma anche la ferma convinzione che ogni perdita non è mai totale, che ogni caro che ci lascia, rimane dentro di noi a guidarci e rinforzarci.

Ma la silloge non è solo questo, parla di amore, in tutte le sue forme, per i figli, per il compagno/a, per la vita che sempre rinasce e che solo così riesce a darci la forza di essere umani, afflitti dalla più grande beffa: pensare, desiderare, progettare e dunque vivere come esseri immortali che immortali non sono.

Ecco la speranza: …Poi,sui pali infissi,/ due forme bianche che prima dormivano,/ ghermite dalle gocce/ si sono alzate in volo. (Lungolago)

E l’osservazione del mondo, delle difficoltà, della povertà: …la pioggia scorre/ nei bianchi canali di plastica/ rotti, a tratti, da piccole mani/ già sporche. (Case popolari)

Giovanna ci ha regalato uno scrigno da tenere sempre accanto, dove versare i dolori che sempre riempiono la vita di tutti, da aprire ogni tanto e srotolare un pensiero, una poesia che ci scaldi il cuore e ci sommerga nella tenera consapevolezza dei nostri giorni vissuti con chi ci è accanto e con chi non c’è più.

Ciro Pinto