La casa di Posillipo, Recensione di Anna Pascuzzo in Camminare e ragionar sui libri

Anna Pascuzzo descrive La casa di Posillipo passeggiando sulla splendida rocca di Todi.

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Ecco la trascrizione del testo:

Oggi vi parlo del romanzo La casa di Posillipo di Ciro Pinto, edito da Tralerighe Editore, pubblicato nel 2019.

La storia nasce da un micro universo, chiamiamolo così, che è quello della famiglia Costabile, e si dipana proprio attraverso questa casa che sta a Posillipo, uno dei più bei quartieri di Napoli. Il nostro Armando Costabile, medico chirurgo, fa edificare la casa nel 1920 proprio su questa collina amena, verdeggiante, che guarda al mare. In questa casa vivranno alcune generazioni dei Costabile e i fatti narrati vanno appunto dal 1920, dopo la prima guerra mondiale, a tutto il periodo del ventennio fascista, alla seconda guerra mondiale e via via fino ai nostri giorni. Questo avviene attraverso il racconto di Amedeo Costabile, l’ultimo discendente della famiglia. Amedeo vive a Londra e deve tornare a Napoli per sbrigare alcune pratiche per la vendita di questa casa perché a un certo punto la casa di Posillipo, ormai disabitata, verrà messa in vendita.

Il romanzo inizia proprio con le parole del giovane che lavora a Londra nel mondo della finanza. Questo suo ritorno a Napoli rappresenta un excursus a ritroso della vita di tutta la sua famiglia nel corso di un secolo in cui ha abitato la casa.

La casa di Posillipo è la casa della Pace, così la chiamerà Armando Costabile, il capostipite, un uomo che ha vissuto gli stenti e la violenza della prima guerra mondiale e che comprende fortemente che soltanto la pace è l’unica vera natura dell’uomo e del mondo. Perciò decide di chiamare la sua nuova casa la casa della Pace proprio per inaugurare un mondo di pace.

Vedrete poi dai ragionamenti che lui avrà con il figlio Amedeo e con la figlia Dora quali sono i suoi pensieri contro la guerra, straordinari e avveniristici pensieri, perché nel 1920 gli uomini soprattutto in Italia ma anche nel mondo sin da bambini venivano educati alla guerra, alle battaglia, insomma a guerreggiare per il potere. E infatti la figlia Dora purtroppo si lascia affascinare dal potere, s’innamorerà di Mussolini e di ciò che rappresenta. Insomma la storia si dipana attraverso queste vicende.

Devo dire che la lettura è piacevolissima, si scoprono anche alcune peculiarità della città di Napoli che sono straordinarie, e anche dei napoletani, ovviamente.

È un libro che definirei circolare, ha proprio questa sensibilità: si parte da un punto a mo’ di un excursus a ritroso e ci si ritrova a un punto che è sempre la pace.