Il problema di Ivana, recensione di Silvio Bonisolo

Silvio BonisoloCome avevo già anticipato tempo fa con il romanzo “La culla di Giuda”, su questo blog riserverò, per quanto mi sarà possibile, spazio ai lavori degli autori della mia “scuderia di appartenenza”, le Edizioni Draw Up. Questa è la volta de “Il problema di Ivana” di Ciro Pinto. Mi auguro che questa mia inadeguata sintesi invogli molti dei miei lettori ad appassionarsi a questa storia intrigante che, con una scrittura davvero seducente, affronta alcuni dei drammi più dolorosi dei tempi che stiamo vivendo.

Andrea Torregiani è un giovane dirigente d’azienda innamorato della scrittura, inclinazione in aperta collisione con la professione svolta, che lo obbliga a rincorrere obiettivi i cui orizzonti e la cui portata si fanno sempre più lontani da una pur minima dimensione umana dell’esistenza. La pressione è tanta e in progressiva intensificazione, benché le risonanze dei suoi effetti si riflettano, almeno inizialmente, soprattutto a livello subliminale: sentori ancora vaghi che il protagonista cerca di mettere a fuoco attraverso un artificio letterario che, come la sua stessa vita, sembra volergli sfuggire di mano suo malgrado.

Poi, accade l’imponderabile: il punto di cesura tra passato e futuro, nella forma di una circostanza che segna l’accelerazione degli eventi interni quanto l’esplosione dei vissuti più intimi. Si propone con il volto languido di una breve vacanza in un suggestivo borgo immerso nel verde delle colline della bassa senese, in un casolare messogli a disposizione da una coppia di amici transalpini innamorati del luogo: una settimana da vivere fra il raccoglimento solitario dello scrittore in cerca di nuove ispirazioni per il suo racconto incompiuto, e le soffuse atmosfere locali, dense di profumi e sapori così lontani dal caos metropolitano con il suo tetro contorno di nevrotiche alienazioni. Tuttavia, l’aroma del vino novello inebria inducendo bizzarre suggestioni e la tagliata di chianina, con la sua seducente consistenza, risveglia una schietta carnalità che si traduce nell’improvvisa, dirompente attrazione verso Laura, irresistibile bellezza androgina testardamente votata alla realizzazione di un disegno di riscatto personale e familiare, i cui contorni rasentano i limiti del cinismo.

È il recupero dell’immediatezza dei sensi, del gusto di vivere senza le artificiose mediazioni e gli imbarazzanti compromessi di un’esistenza rielaborata attraverso la computer grafica; la totale immersione in un tempo dilatato dal rapporto diretto con un ambiente non ancora corrotto dai meccanici automatismi della civiltà postindustriale. Sullo sfondo, l’enigmatica, a tratti inquietante, figura di Ivana che pare riflettere, con le alterne vicende del suo oscuro male interiore, le turbolente evoluzioni mentali di Andrea, colorando la narrazione con le intriganti vibrazioni cromatiche del thriller psicologico.

Al ritorno a Milano, nulla sarà più uguale a prima. Purtroppo, drammaticamente… La crisi economica morde feroce e le logiche robotiche delle razionalizzazioni aziendali fanno strame di corpi, in omaggio a un culto antropofago che non contempla alcuna pietà per speranze e affetti, né concede spazio a progetti di vita incompatibili con la fredda dittatura dei numeri contabili. Vano, peraltro, è il tentativo di risintonizzarsi sulle aberranti lunghezze d’onda di una simile quotidianità, illudendosi di trovare conforto nel rapporto con la fidanzata Sara, raffinata ma estranea al dolore degli esclusi, così distante dalle impetuose pulsazioni dell’amore che cova sotto la spessa coltre di cenere lavica che gli si è sedimentata sul cuore. Fino a esplodere, in un climax conclusivo di rivelazioni ed emozioni che lo consegnano nudo e indifeso alla propria solitudine, prigioniero di una vita che non gli concede possibilità di scelta. Neppure quella di morire.

Lascio, naturalmente, ai lettori l’intrigante esercizio di decifrazione dell’identità di Ivana e del mistero del singolare rapporto che la lega al nostro protagonista, lungo la fruizione di quest’opera ricca di risvolti e sfaccettature, il cui profilo qualitativo ha già riscosso svariati riconoscimenti in altrettanti premi letterari nazionali. Con il mio più sincero attestato di stima a Ciro Pinto, il suo talentuoso autore…