Il problema di Ivana, postfazione di Carlo Stroscia

Il problema di Ivana - FronteIL PROBLEMA DI IVANA, romanzo di esordio di Ciro Pinto:  Postfazione di Carlo Stroscia. Il parere di uno psicologo.

1)      Impressioni a caldo, a fine lettura.
Chi e Ivana? Gli chiede Laura, stringendogli un braccio.
Chi e’ Ivana?  Insiste, con apparente leggerezza,  in un’altra occasione.
Chi e Ivana? E’ costretto infine a chiedere  a se stesso Andrea,  ormai vicino a scoprire una verità scomoda.
Perché Ivana nasconde un mistero, Ivana ha un problema di cui lui, Andrea, deve farsi carico per risolvere il suo, di problema.
Ivana non e’ come Sara, non e’ come Laura, non e’ una delle tante ” mille ragazze” di Andrea  … vero “biondino” ?
Questo lo sai bene, Andrea, ma il mistero, il vero mistero,  e’ un altro….Perché ti e’ così difficile comprenderlo?
Tu ed Ivana non potreste mai essere amanti, perché …..perché  Ivana, caro Andrea, che tu lo voglia o no, rappresenta ciò che tu vorresti essere ma non riesci ad essere,  non vuoi essere.
Le vostre due vite si sviluppano lungo due linee parallele e  per quanto la vostra relazione sia così  stretta, non potreste mai essere amanti perché tu ed Ivana siete legati da un rapporto ancora più forte di quello che lega due gemelli.
Ivana e’ il tuo alter ego e tu ti rifletti inconsciamente in lei fino a quando non ne prendi consapevolezza e sei costretto a prendere una decisione, forse l’ unica e più importante decisione nella tua giovane vita.
Tu pensi che siano i conflitti sul lavoro che ti angosciano, con quella sensazione di impotenza nei confronti dei collaboratori che hai assunto, motivati, proiettati verso un futuro di successo;  “E’ la crisi che ci attanaglia” ….. almeno questo e’ quello che ti lascia credere il tuo creatore.
Ed invece il tuo conflitto e’ interiore e riguarda l’ ambiguità che caratterizza la tua personalità, quella stessa ambiguità che una stampa di una scena medievale ti costringe a considerare, quella stessa immagine che tormenta anche Ivana.
Comincerai a capire di più quando incontrerai  Cetta, il personaggio di un’ antico racconto popolare, la bambina che amava vestirsi da maschio, che per la sua ambiguità fu considerata posseduta dal demonio e uccisa, forse dagli stessi fratelli.
Non potreste essere amanti, Ivana e tu,  perché avete due approcci completamente diversi alla vita, personale e professionale, anche se vi ritrovate a condividere l’ età, la posizione di successo, la crisi del mercato e del lavoro, il rapporto con le famiglie di origine.
Non potreste essere amanti perché tu la tradirai, proprio dopo averla rassicurata.  Interverrai nella sua vita, di colpo, quando Ivana  avrà deciso  di continuare a vivere come protagonista la sua vita mentre tu, Andrea, ti vai trasformando, lentamente, in comparsa.
Forse e’ vero quello che pensa di te Claudio, il tuo collega dirigente delle Risorse Umane, “sei solo un sognatore”; ma  ancor più ti avranno colpito le parole di tuo padre quando ti esorta ad essere più duro: ” il mondo e’ pieno di squali”.
E così, l’ ammirazione che provavi per Ivana si trasforma pian piano in invidia. ” Sul lavoro era fortissima -questa la tua opinione riguardo Ivana – una macchina da guerra. Nessun obiettivo le era precluso, a trent’anni era direttore commerciale di una struttura che aveva contribuito a far crescere dall’inizio. In otto anni aveva dato l’ anima e da stagista era arrivata sin lì ”
Anche tu, nel tuo percorso parallelo, a soli trentatré anni, sei diventato Responsabile di organizzazione aziendale, una carriera di successo in un contesto dinamico e collaboratori coinvolti nella crescita. Ma ora, davanti ad un ” mercato che schizza nel fango” ad una crisi che impazza, tutti i progetti saltano, o, come dici, ” vanno a puttane”
E mentre ti sforzi di ricercare soluzioni sostenibili, da presentare al Consiglio di Amministrazione per evitare il peggio per i collaboratori che tu stesso hai assunto, ti domandi: “Che avrebbe detto Ivana per giustificare l’ aggravio dei costi? No, non avrebbe evidenziato il vantaggio di non licenziare risorse, …. Ivana avrebbe detto, con la sua voce che non ammetteva repliche: la mia e’ l unica soluzione possibile, il resto sono chiacchiere….Avrebbe messo una mano sul fianco, scosso la testa, facendo ondulare i suoi capelli nerissimi, e puntato diritto gli occhi negli occhi di ognuno. Un successo!”. Così concludevi il tuo pensiero su Ivana.
E tu?
Davanti al progetto di licenziamento dei tuoi collaboratori, di quelli che avevano creduto in te,  ti vedi  “ormai preda di lampi e pioggia e marosi alti come montagne”.
Non potendo  reggere al confronto con lei, cerchi di convincerti che anche Ivana si sentirebbe impotente; come dici? :  ” Persino Ivana”.
E’ qui, a questo punto che i vostri percorsi cominciano a non correre più parallelamente, ma , pericolosamente, incominciano a deviare e, paradossalmente, ad incrociarsi in un meccanismo sempre più difficile, emotivamente, da reggere.
Finora era stato più semplice, due percorsi paralleli, ma diversi  come due facce di un’ unica medaglia, paralleli e opposti al tempo stesso.   In un’ inversione di ruoli, tanto tu appari un sognatore, apertamente materno nelle tue attenzioni agli altri, tanto Ivana e’ decisa, ferma nelle sue decisioni e nelle sue scelte, con il suo modo di fare “vigoroso e maschile”.
Con tutti i problemi che ti trovi ad affrontare, tu, Andrea, ti preoccupi di studiare come riparare i graffi della macchina di Sara senza che lei si accorga, dei graffi e della tua azione di riparazione; come una vera mamma….vero?  che si preoccupa dei propri figli, dei propri familiari senza farlo pesare.
Con la stessa angoscia,  ti preoccupi  di vedere, di persona come gestiscono il loro dramma i collaboratori che tu stesso hai licenziati, per offrire cosa? Una vana speranza, un sogno….ancora una volta, un sogno.

Ivana, Sara, Laura, ed in modo diverso, Dora, Martine, Caterina e tua madre sono tra le donne che rappresentano il tuo mondo femminile.

Le donne non ti mancano, vero?  Ti stuzzica più volte Laura.

Ma ti sei mai fermato a capire cosa rappresentano, le donne, per te?  A quante volte ti riferisci a loro, non singolarmente, ma con un : “Le mie donne…..”

Per  quanto ne aneli i profumi, ne ammiri le sinuosità, la verità sottintesa e’ che la donna alla quale aspiri e ‘  una mamma……i seni che ti colpiscono e che più volte ti trovi a vedere, scoprire, toccare, rappresentano il seno materno verso il quale dirigersi per trovare conforto. Sei tu stesso che lo confessi ” …ancora tre giorni prima della tragedia, cercai freneticamente le mie donne per farmi cullare sui loro seni, dolcemente, accoccolato sui loro grembi, come una barca finalmente in rada, dopo una tempesta sfuggita e lasciata esplodere alle spalle, lontano dall’ orizzonte…” e non e’ un bicchiere di buon Chianti, ma una tazza  di latte quella che ricerchi con  bramosia…per scacciare gli incubi che ti assillano. Prova a rileggere la descrizione che ne dai : “…. una tazza grande, accogliente, da girare, fino a che il miele non si scioglie e tuffarmi nel bianco disarmante e neutro, panacea di tutti i miei malori”. E come ti appare quella collina? un seno!
Seno, latte, amore materno, rassicurazione, come quella evocata dalla nenia che ti colpisce:

Maria lavava
Giuseppe tendeva
Suo figlio piangeva
Dal freddo che aveva

Ti colpisce perché tu, Andrea,  non vuoi piangere, non vuoi soffrire; ed e’ per questo che subito dopo i colloqui di licenziamento scappi in auto verso Como, ” … in una corsa frenetica incurante degli autovelox e degli altri automobilisti, la rabbia e la frustrazione mi fecero stare in trance fino a quando lasciai l’autostrada e presi il lungolago”.
Non importa che i tuoi genitori non fossero in quel momento in casa ad accoglierti in un abbraccio rassicurante..più  potente ancora , per te, il biglietto che trovi in casa” torniamo prima possibile, un bacio. Mamma”, a completare l’altra rassicurazione, stavolta telefonica: “ … stasera ti preparo qualcosa di sano”
Parallelamente e’  un papà a consolare Ivana, anche lei presa dalle angosce di un lavoro che la vede sempre più distaccata e orientata ad altro, in un continuo gioco di incrocio dei sessi.
Così come Ivana si avvia a prendere decisioni, anche drastiche, relativamente alla sua vita familiare e professionale, tu, Andrea ti trovi a pensare al tuo rapporto con le donne, con Sara e Laura, da un lato, con Ivana, ma anche con Dora, dal viso di porcellana, pur nella sua età e Caterina, novella madre.
E cosa dire di Laura?  Come già per Ivana, di Laura ti colpisce subito la sua mascolinità: Ne rimani affascinato al primo incontro,  e già programmi la tua strategia di corteggiamento per poi , alla fine, giungere alla più scontata delle conclusioni:  ” In fondo, a ben pensarci, era stata Laura, sempre e solo lei a cercarmi”.
Allo stesso modo è Sara che gestisce il rapporto con te; prima ti pianta e poi, non solo ti richiama … ma ti rimprovera per non averla cercata.
Cosa è che ti trattiene dal considerare finita la tua storia con Sara? Il sesso?
Cosa e’ il sesso per te,  Andrea?  Seni, capezzoli turgidi, cosce, parti intime…. Toccamenti, scambi di umori…….anche se  e’ all’ immagine di Ivana che indirizzi il tuo grido angosciato: ” torna a farmi compagnia….con la bellezza dei tuoi pensieri. Torna a donarmi  l’erotismo del tuo corpo”.
Non sesso puro quindi, ma, erotismo…. passione, emozione,  sentimenti profondi che forse solo Ivana credi possa  garantirti, ma non puoi.    Ivana, l’Idealizzazione;  Sara, la Materialità; Laura, forse l’Amore?
Quanto diverso è invece il rapporto tra Ivana e Danilo, in quale diverso contesto di passioni fisiche, ma anche politico- sociali, si sviluppa il loro rapporto, che tu non riesci a sopportare.
Loro vogliono “vivere” la loro vita; a te, più  semplicemente, “tocca vivere”,  magari sperando che un giorno tutto possa diventare migliore e che in ufficio possa ritornare la serenità.
E perché questo accada, tu pensi che qualcuno debba sacrificarsi, ma chi sarà la vera vittima?.

2)      Commento critico

Il problema di Ivana appartiene a quella categoria di romanzi che ti chiedono di essere letti tutto d’un fiato, quasi in apnea.
L’autore dice che Il problema di Ivana e’ stato scritto di getto……sarà anche così per la scrittura, ma non certo per la costruzione; il racconto non e’ semplicemente narrato ma ha una sua specifica struttura, appositamente studiata per dettare i ritmi alla lettura,  sostenere l’ atmosfera di suspense e per favorire quel non scontato passaggio da un  livello superficiale ad uno più profondo e nascosto.
Ed e’ questo l’ aspetto che sorprende in un autore che e’ alla sua opera prima. Ciro Pinto non solo narra, e narra bene, ma costringe il lettore a non leggere passivamente, a dubitare, a tornare spesso sui suoi passi,  avendo costruito il percorso di lettura in maniera aritmica, non lineare, così come non lineare è la forma della scrittura, caratterizzata da cambi di registro che l’autore ha voluto, simbolicamente, posizionare  per rendere la lettura coerente con il racconto.
Tre registri musicali, il barocchismo della prima parte, quasi lezioso nella descrizione dei personaggi e del paesaggio;  l’ aria musicale più tragica del racconto di Ivana, una sinfonia che si lascia scoprire pagina dopo pagina, e  la musica contemporanea, colonna sonora dei  ritmi professionali dei due protagonisti.
Tra questi, due brevi intermezzi: la lenta litania delle nenie della tradizione popolare alla quale fa riscontro, in opposizione, ancora una volta un incrocio di opposti, il pezzo rock, compulsante, ironico-onirico e scatenato delle truppe motorizzate dei precari che assaltano la rocca difesa dagli extracomunitari per salvare la principessa; un pezzo che prorompe non solo musicalmente, ma anche visivamente.
La vicenda umana dei protagonisti si intreccia con i problemi del mondo del lavoro e della crisi che attanaglia i giovani, anche quelli occupati, e gli anziani, che vedono il rischio del fallimento dei loro sogni.
Ma questo mondo professionale che ci viene indicato  come tema centrale della società attuale, intorno al quale si sviluppano storie d’amore e di relazioni tra generazioni, in realtà rappresenta una pura scenografia di fondo , serve solo per circoscrivere un contesto all’ interno del quale sono i conflitti dell’anima, le nostre contraddizioni, che rappresentano il tema centrale, sono le  nostre emozioni  che si muovono e ci rendono uomini o donne, ciascuno alla ricerca della propria immagine , della propria maturità. Cosa altro vuole dire Andrea quando, in risposta al commento di Laura sul suo essere uomo e dirigente di successo, ….
Il problema di Ivana non è un thriller romantico: è innanzitutto un thriller psicologico, un thriller esistenziale;  thriller perché la verità è nascosta, deviata, rimandata; thriller perché porta ad una drammatica scena di morte …. che lascerà sospeso e incerto il lettore, il quale, come un magistrato indagatore, potrà, se vorrà,  trovarsi a decidere se si è trattato di un omicidio o di un suicidio.
E’ psicologico ed esistenziale, perché tratteggia la personalità di personaggi che nella loro apparente trasparenza, agiscono  nascondendo alcune verità  che non sono di fatti, ma di vissuti personali, di emozioni, di contraddizioni. Potremmo mai definire Il Ritratto di Dorian Gray un romanzo di fantascienza?
Se chiedo di non credere all’autore quando afferma che vuole rappresentare “la crisi economica e lo sbando delle generazioni che la subiscono, che vuole parlare dei giovani appena adulti di fronte ai problemi  dettati dall’esistenza, di amore, della speranza che i figli possano redimere il destino dei padri”, non lo faccio perché penso che sia  una bugia, la sua, ma una spiegazione che rischia di impedire quelle immersioni nel profondo che vengono sollecitate dai simboli, dalle parole  usate e dalle immagini rappresentate e che spingono il lettore più curioso ad indagare andando forse oltre le stesse parole dell’autore, fino a convincerlo (il lettore curioso) che il romanzo si sviluppa intorno ad alcuni temi  che sono universali, e quindi indipendenti dal contesto narrativo. Crisi del mercato?  Crisi del lavoro? Crisi dei giovani?   Non lasciatevi trattenere in superficie,  “Il problema di Ivana” si sarebbe potuto sviluppare in qualsiasi altro contesto perché il tema centrale è altro, e più universale: è il tema del doppio e degli opposti, così caro alla letteratura da sempre.

Come ne  “Il Visconte dimezzato”, di Calvino, abbiamo due protagonisti, Andrea ed Ivana, i quali, ciascuno per la sua parte, rappresentano due mondi paralleli.  L’uno è l’alter ego dell’altro, in questo caso due personaggi di sesso opposto, e non per pura casualità, perché il romanzo non solo si sviluppa sul tema degli opposti, ma ha il suo drama  proprio in questa componente di genere, quasi a richiamare il mito dell’androgino  di Platone, l’essere unico che presentava  entrambe le attribuzioni di genere fino a quando, gelosi e preoccupati , gli dei  separarono  le due componenti, creando gli uomini e le donne, ciascuno all’affannosa ricerca della propria  metà.   Andrea non solo vive il dubbio di chi possa essere  la sua vera metà, ma anche il dubbio di quanto gli serva, trovarla.

Un romanzo psicologico chiede di essere interpretato.  Ma l’interpretazione non può essere lasciata libera; occorre che si riesca a cogliere tutta una serie di segnali, simboli , immagini che vanno poi sistemati secondo un modello teorico per capirne i reali e reconditi significati, come nell’interpretazione di un sogno da parte di uno psicanalista, e ricostruire ciò che l’autore (del sogno? del romanzo?), a volte anche inconsapevolmente, ha detto/ scritto, sotto il livello più realistico del racconto.

Ora, chi scrive non è uno psicanalista né un esperto di psicologia del profondo ma durante la lettura, è stato attratto dalla forza magnetica di alcune frasi, immagini e simboli che si staccavano dal testo e si andavano a sistemare secondo un’altra logica, secondo modelli acquisiti durante gli studi universitari (ed a quanto pare mai persi, seppure sepolti sotto montagne di altre cose), fino a presentarsi in una diversa chiave di lettura.
Tradizionalmente il modello imperante nella letteratura, ma anche nella filmografia, è quello psicanalitico di Sigmund Freud per il quale il motore primo dello psichismo è la libido, la pulsione sessuale.
Non è questo il caso del romanzo di Ciro Pinto, perché ci troviamo in una dimensione psicologica che va oltre il puro riferimento alla libido. Nel romanzo, infatti, appaiono più temi tra quelli cari allo Carlo Gustav  Jung,  innanzitutto quello della dinamica tra Persona e Ombra, dove l’Ombra non  rappresenta  unicamente la parte nascosta e disturbante della personalità.
La figura viva ha bisogno di ombre per apparire plastica. Cosa è un’immagine senza ombre?” (Jung)
La Persona, dal latino maschera di attore che indica la parte da lui rappresentata, è la parte dell’ individuo come appare verso gli altri, che non necessariamente coincide con ciò che si è realmente;  di Andrea, ma anche di Laura, anche di Luca, appaiono, al lettore, entrambe queste facce, quella della Persona e quella dell’Ombra,  in alcuni in conflitto, in altri in compensazione.
La psicologia junghiana, nel descrivere la funzione dell’Inconscio Collettivo ricco di miti, di archetipi, di immagini arcaiche che riguardano la collettività e non il singolo, portano a considerare in modo diverso  la presenza di personaggi come le madri, che diventano “la Madre”, a cui si oppone quello  della Strega ed i riferimenti ai racconti, alle nenie popolari, ai sogni ed alla stessa simbologia di alcuni oggetti;  immagini tutte presenti nel romanzo  come temi della collettività, evocati  dall’autore, proprio per questa caratteristica, anche indipendentemente dalle sue conoscenze e dalla sua volontà conscia. Come altrimenti considerare la relazione tra Andrea ed Ivana se non facendo riferimento al mito dell’Androgino che Jung richiama quando descrive i concetti di Anima e Animus come le due componenti, femminile e maschile, che integrano la personalità, reciprocamente, degli individui, in ognuno dei quali convive la sua controparte di genere? Ma non solo Femminilità vs Mascolinità: laddove l’Anima spinge verso l’unione e la protezione,  l’Animus spinge verso la distinzione ed il calcolo;  e ancora, Emotività vs Razionalità; Passione vs Pianificazione;  Idealismo vs Pragmatismo; Linearità vs Contrapposizione.
E’ in questi dualismi che si sviluppano le relazioni tra i personaggi: Andrea vs Ivana, Ivana vs Danilo, Andrea vs Laura, Laura vs Luca, ma anche Andrea vs Andrea,Ivana vs Ivana,  Laura vs Laura, ecc.
Così come il rapporto tra i diversi doppi, secondo Jung, non si sviluppa unicamente in una dinamica di contrapposizione ma anche di compensazione, altrettanto affiora, pagina dopo pagina nei, e tra, i diversi personaggi del romanzo di Ciro Pinto, personaggi tutti alla ricerca di quell’ Armonia che apparentemente è rappresentata dal paesaggio, dai  tempi, dai profumi e dai  sapori tipici delle colline toscane, ma che in realtà è Armonia con sé stessi e con gli altri; un’Armonia che, ritornando a Jung,  può essere raggiunta solo se l’individuo comprende e accetta le dinamiche dei propri doppi.  E’ questa anche la vera ricerca di Andrea, non certo la serenità alla quale si riferisce pensando al suo contesto lavorativo, la ricerca di una possibile compensazione in  Ivana, in Laura, entrambe certamente più avanti rispetto a lui.  Alla fine, il problema di Ivana, ma sarebbe più corretto dire il problema di Andrea, è tutto nella capacità/incapacità di reggere questa dinamica che dovrebbe portare alla maturità, come lo stesso Andrea descrive: “ … col coraggio disperato di un giovane che, diventato adulto, ancora non sa manifestare se stesso. ”
Qualcuno potrà commentare queste mie note: “ma a quale titolo descrivi  un romanzo non scritto da te”?  Mi autorizza il fatto che con la pubblicazione un  libro non è più del suo autore, ma dei suoi lettori! E poi, lo autorizza anche Jung, quando  parla di “tecnica del dialogo tra l’Io e l’Inconscio” e indica nella cosiddetta “immaginazione attiva” uno degli espedienti più utili per condurre questo dialogo, la cui chiave di volta è l’attività simbolica. E così  “Il problema di Ivana “  si trasforma, attraverso meta – dialogo, da descrizione di un dialogo che è innanzitutto tra personaggi , quindi  dentro il romanzo, a promotore di dialogo “fuori”, per diventare dialogo continuo tra autore e personaggi, tra personaggi e lettori, tra autore e lettori e, amplificato dalla rete e dai social network, dialogo tra lettore e lettore; ancora una volta, in una dinamica di compensazione e contrapposizione, che è destinato a trasformare il racconto  in qualcosa che è altro dall’originale, anche attraverso il dialogo tra il conscio e l’inconscio, dell’autore e del lettore.
Ciò che si oppone conviene, e dalle cose che differiscono, si crea l’armonia più bella, e tutte le cose nascono secondo gara e contesa” (Eraclito, frammenti).
Senza svelare il mistero che caratterizza il romanzo, concludo con una considerazione sull’epilogo della storia narrata, epilogo che non può non confermare il tema di fondo del romanzo, quello degli opposti e che solo apparentemente lascia intendere che possa essere aperto ad ogni soluzione: tutti i comportamenti di Andrea  si spiegano con la voglia di  negare  quel processo dinamico di compensazione e contrapposizione che rende le persone ( e le imprese) mature:  Persona vs Ombra, Animus  vs  Anima, Profitto vs Benessere, Cliente vs Consumatore.     Dopo un percorso su sentieri paralleli, e quindi compensativi, i  destini dei due protagonisti divergono: dove gli altri vogliono vivere la loro vita, ad Andrea, più  semplicemente, “tocca vivere”;  e così,  mentre  Ivana fa la sua scelta rivoluzionaria,  Andrea, in attesa che torni la serenità, in attesa di …. , nella speranza che …., prova a trovare almeno una certezza (?):     “Solo la traiettoria della mia macchina, sulla quale le ruote giravano con la simmetria necessaria, spinte dai perfetti giri del motore, rappresentava una certezza acquisita”.   L’epilogo è tracciato!

Firenze,  14 ottobre 2012.  Presentazione organizzata da AIDP Toscana

Carlo Stroscia

.