Il problema di Ivana, la recensione di Oliviero Angelo Fuina

23568_1339842470257_8127229_nCiro Pinto è una splendida persona. Tutta la sua eleganza, la sua inusuale sensibilità, la sua umanità, il suo sguardo profondo li ho ritrovati in questo magistrale romanzo.

Sto parlando de Il problema di Ivana”, il suo romanzo d’esordio, o meglio, la sua prima Opera edita.

Il merito e il privilegio vanno alle  Edizioni Drawup, dell’editore, e talentuoso scrittore, Alessandro Vizzino, tra l’altro artefice di una splendida ed intrigante prefazione.

Un esordio, questo di Pinto, che incanta e affascina. E soprattutto cattura inesorabilmente i sensi.

Un libro che si è imposto prepotentemente al mio tempo altro, dettandosi inderogabile ad ogni scandire di pagina.

Sapevo del suo scrivere interessante dalle varie pagine virtuali che tramite Blog e Facebook avevo avuto il piacere d’incontrare, ancora prima di incontrare Ciro Pinto personalmente a Cartoceto (PU), in un evento letterario splendidamente organizzato da Giovanni Fabiano,capace  Editore del Gruppo David and Matthaus. Il leggere un suo intero romanzo ha amplificato queste sensazioni confermandomi, anche laddove non ce n’era bisogno, il suo naturale talento affabulatore con parole indubbiamente  amiche, fedeli messaggere di inusuali sensibilità in un dipanarsi sui fogli quasi organolettico.

Parole che si fanno spesso poesia più della poesia ingabbiata e riconosciuta, trasportandoci quasi fisicamente negli incanti di un borgo senese, Cetona, tra percezioni quasi contraddittorie e per questo felicemente vere.

 

 

Sapori antichi e bucolici convivono, però,  anche con il grigiore, “la peste”, di Milano. Entrambi gli scenari rivivono costantemente nel protagonista rendendolo intensamente vero ed empaticamente in navigazione in un consueto ed antonomastico mare in tempesta della vita quotidiana e moderna facilmente riconoscibile.

 

La bravura di Pinto si tocca con mano anche quando ci fa arrivare un violento pugno allo stomaco con le emozioni e i drammi di “ottimizzazioni” da parte del sensibile Andrea Torreggiani, il protagonista, per l’Azienda della quale gestione è responsabile.

Pari talento lo ritroviamo nel suo saperci commuovere immergendoci in valori morali e familiari che insieme a Ivana allargano il cuore e chiudono la gola anche a noi, fortunati lettori.

 

“Il problema di Ivana” è un “thriller romantico”, come in modo appropriato è riportato nelle note di presentazione dello stesso romanzo; è una superlativa matrioska emotiva, commovente e spesso spiazzante.

 

Ivana, con il suo problema, aleggia e si insinua tra altri due amori, differenti e contrapposti, di Andrea: Sara e Laura, fino a dettarne ritmi e percezioni.

Ivana, sfuggevole e costantemente presente per un enigma che Pinto riesce a tenere pulsante fino ad un epilogo che non lascia indifferenti.

Le montagne russe emotive del protagonista ospitano tutti noi, scivolando tra parole eleganti ed incisive. Sono veri i suoi personaggi e Pinto riesce a farteli diventare amici, quasi di famiglia, e ogni turbamento o slancio viene vissuto in prima persona. Per me è stato intensamente così.

Li ho conosciuti, capiti, amati e sono certo che non mi abbandoneranno facilmente anche a parole spente e narrazione terminata.

 

Riporto, in breve, la sinossi di questo imperdibile romanzo:

 

Andrea Torreggiani, giovane dirigente milanese di un’azienda in crisi, è anche scrittore per passione. Approfitta di un breve soggiorno a Cetona, nelle valli senesi, per terminare il suo romanzo.

Lì cercherà di dar riscontro a un’immagine che esiste solo nella sua mente e che potrebbe risolvere il problema di Ivana. Lì incontrerà un nuovo amore, vero quanto difficile.”

 

Per concludere, voglio riportare un ultimo pensiero tratto dalla splendida prefazione di Alessandro Vizzino:

 

“La domanda conclusiva potrebbe essere: “Qual è il problema di Ivana”? La risposta, senza togliere suspense e interesse al romanzo, è semplice quanto chiara: Ivana è Andrea, è Cetta la strega, è l’altra faccia di Laura, è il contrario di Sara e di Claudio, è, in definitiva, ognuno di noi, a volte più forte, a volte vittima indifesa degli eventi.”

 

Io aggiungo, d’obbligo, un enorme grazie a Ciro Pinto per ciò che con talentuose, eleganti e fluide parole ci ha regalato.

Per ciò che ha regalato indubbiamente a me.

Grazie Ciro.

Oliviero Angelo Fuina