Il problema di Ivana, la recensione di Jessica Brunetti

La mia impressione

Jessica

Ho trovato questo romanzo un thriller molto particolare, in quanto genera tensione solo in piccola parte per il mistero che si nasconde dietro all’immagine che ossessiona Ivana; piuttosto l’ansia nasce dallo stato d’animo di Ivana stessa, di Andrea e di Milano in generale.
Ho trovato lo stile dell’autore “virile”, passatemi il termine, tanto da rendere impossibile negare che fosse stato scritto da un uomo. Inoltre, senza contare l’ambientazione, avrei sospettato l’italianità dell’autore. Infatti, oltre al gusto innato per la buona cucina ed il buon vino, vi è nel modo di descrivere, di osservare l’ambiente, di apprezzare la campagna e le donne, un sapore puramente italiano. Talvolta mi ha ricordato un po’ gli esteti di fine ottocento inizi novecento.
L’idea di intrecciare le vicende di Andrea e della protagonista del suo romanzo, l’ho trovata particolarmente accattivante. Chi più di noi scrittori comprende quanto a volte le nostre stesse opere ci aiutano a comprendere la nostra vita?
Mi è piaciuto molto anche il netto contrasto creato tra l’ambiente appestato di Milano e quello falsamente bucolico (ma in realtà malato internamente) di Cetona. Fa molto “Edward Mani di Forbice” di Tim Burton. Laura e la sua relazione segreta a mio avviso rappresenta perfettamente Cetona. All’apparenza è bella, attraente, indipendente dalla realtà e dal progresso che la circonda. Tuttavia dentro è schiava dei suoi sogni tanto da “vendere” il suo corpo a un uomo che la possiede come farebbe con un auto sportiva. Ed è proprio questa sua natura controversa ad attrarre Andrea (oltre che la somiglianza con Ivana), il quale ha tanti sogni, vorrebbe abbandonare Milano, trasferirsi nell’incanto di Cetona, ma sembra non avere il coraggio sufficiente a farlo. E’ titubante all’idea di vivere dove per lungo tempo avrebbe continuato a vedere Luca sgattaiolare in casa di Laura. Fugge i suoi sogni e sopravvive. Ivana li insegue e perde la vita. Un bello spunto di riflessione.
Ottimo lavoro, Ciro.
Jessica Brunetti