Il passero e l’Imperatore, recensione di Silvia Baldassarre su Capri Review

Sulla rivista Capri Review

http://www.caprireview.it/sfogliabili/nr.37/#page-24-25
Quella che racconta Ciro Pinto è una storia sulla bellezza e sulla capacità della fascinazione che questa è in grado di generare dando origine ai sentimenti più puri, come a quelli più disumani.

La scelta di Capri come ambientazione non è casuale, e non solo perché l’autore è napoletano, ma perché su quest’isola la bellezza ha sempre avuto un ruolo da protagonista.

Una caratteristica che suscita ammirazione, come quella di Clara la cui storia tra le pagine del libro si incrocia con quella di Brian, professore della Stanford University, che cadrà nella trappola del desiderio e del possesso nonostante la sua indiscussa e riconosciuta levatura culturale.
Il dono della bellezza però deve essere condiviso e nessuno se ne può appropriare, nemmeno l’imperatore Tiberio, sulle cui vicende capresi Brian riflette, il quale geloso dei suoi possedimenti non poteva evitare
che un piccolo passero godesse del suo stesso piacere.

The story that Ciro Pinto tells is about beauty and the fascination that it can exert, giving rise to the purest of feelings, as well as the most inhuman.
The choice of Capri as the setting is no coincidence, and it is not just because the author is Neapolitan, but because on this island beauty has always played a starring role. It’s a quality that arouses admiration, as it does in Clara, whose story intersects in the pages of this book with that of Brian, a professor at Stanford University, who falls into the trap of desire and possession despite his acknowledged and unquestionable cultural stature.
But the gift of beauty must be shared and no one can appropriate it all to himself or herself, not even the emperor Tiberius, whose experiences on Capri become the subject of Brian’s reflections: in his jealousy for his possessions, Tiberius still could not prevent a little sparrow from enjoying the same pleasure from them that he himself enjoyed.