Il passero e l’imperatore, recensione di Anna Cibotti

La recensione sul blog di Anna Cibotti

martedì 21 marzo 2017

Ho letto: Il passero e L’Imperatore di Ciro Pinto.

Quanto poté essere crudele Tiberio nel suo vivere caprese?

Leggenda o realtà la sua fama di despota?
Se lo chiede Brian, un professore americano, talmente appassionato alla sua storia da voler vedere con i propri occhi i luoghi dove Tiberio avrebbe perpetrato i suoi misfatti.
Si reca quindi a Capri dove, tra le rovine di Villa Jovis sul monte Tiberio, in un rapimento contemplativo, immagina la figura dell’Imperatore nascosta tra gli alberi in osservazione di un passero solitario incapace di prendere il volo.
Fragilità e dominio.
E stranamente la sua visione è la rappresentazione allegorica di una realtà che cambierà il suo destino.
Altri tre personaggi fanno parte della sua breve vacanza- studio: Clara, Giulia e Paolo.
Tra le luci e i colori di un estate imminente, in una caratteristica Capri con i suoi Faraglioni, a Villa Moresca, i protagonisti della storia vivranno una imprevedibile settimana… nera.
Il senso di colpa che accomuna quegli unici ospiti della Villa è un peso per ognuno.
E’ diversa l’origine di quel male che li attanaglia, così come gli intenti che si propongono, ma… il dramma coinvolgerà tutti in un modo o nell’altro.
Riuscirà il piccolo e fragile passerotto a sfidare lo sguardo di Tiberio e volare sopra di lui?
E l’amore vincerà contro la violenza del possesso?
Un noir dove ogni attore della commedia è descritto in modo introspettivo e i loro segreti celati abilmente fino all’ultimo atto.
Gli ingredienti di un ottimo noir ci sono tutti: pathos, mistero, amore, malinconia.
Un dipinto dalle tinte fosche e sfumate di grigio dentro la cornice dorata e bellissima dell’isola di Capri.
Ciro Pinto, ancora una volta, non smentisce il suo talento di scrittore.
Consigliato!